Movimento degli Invisibili

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Le Api operose

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La mattina mi alzo e guardo cosa è accaduto nel mondo ed in Italia. Lo faccio attraverso il mezzo più rapido e a volte più bugiardo che esista la TV. Guardo in quella mezz'ora di colazione e vari preparativi, prima di recarmi al lavoro, almeno tre tg, i miei preferiti restano il TG3 e Rainews24, acquisto un quotidiano uscendo di casa, ho la fortuna di avere l'edicola a pochi passi, quindi via al lavoro. E' una normale attività, un normale andamento della vita, quasi dico io. Mi sento parte di un grande e complesso alveare, un'ape più o meno operosa. Una cosa però mi fa riflettere sullo stato di ape operaia, le api non conoscono la disoccupazione, la corruzione, tra loro vige uno stato di parità, una parità che lascia stupiti, un'organizzazione che da migliaia di anni segue una sola regola l'appartenenza ad una casta. Spesso noi facciamo, per esempi più o meno coerenti, riferimento alle società delle api o delle formiche, spesso cattolici fanno riferimento al dettato di Gesù, i Vangeli. Esempi che non trovano riscontro in nessun caso. Sono un'ape operaia non per casta per obbedienza e senso del dovere ad una regola scritta nel 1947 da uomini e donne (poche per la verità), la regola che rendeva gli uomini tutti uguali davanti alla legge, che restituiva alle donne la libertà e la dignità di cittadine, che impegnava ognuno di noi a comportarsi ed a contribuire al benessere sociale secondo i propri meriti. Eccolo lo sciame che fugge e si riforma in società, che ricostruisce tutti insieme la società per vivere un futuro, un futuro per le generazioni a venire. Il futuro dell'uguaglianza e del diritto, il futuro che prima di tutto riconosce all'uomo il dovere di cittadino che s'impegna, secondo le proprie capacità, al benessere della società, dell'alveare. Oggi piccoli sciami di colonie di cittadini, ancora legati a questo dettato, stanno con difficoltà inaudite cercando il ramo ove posarsi per dare un contributo fattivo. Api spurie, non ancora consapevoli a volte della loro grande importanza, vagano senza meta. Ancora cercano la loro verità, la loro unicità e perdono di vista l'insieme. E' l'esasperante affermazione di un ego deluso, di un io senza speranza che li spiazza. Siamo api, operosi cittadini, a volte senza più un lavoro, una casa, una famiglia in cerca di un alveare. Dobbiamo forse riprenderci il senso del dovere, dobbiamo forse nella nostra unicità ritrovare la casa comune, dobbiamo forse tutti noi ritrovare il ramo sul quale ritrovare altre api operose per ricostruire il bene che ci è stato sottratto con la violenza. Non ho perso la speranza, anche se trovo spesso difficoltà la mattina a ritrovare la strada del dovere, sono solo un'ape, sono certo che non sono solo, ogni tanto ne incontro qualcuna spaesata e confusa, la invito a fare un po' di strada insieme, sono certo che riu sciremo a ricostruire il nostro alveare. Ho incontrato api meravigliose e mi hanno dato molto, continuano a darmi molto più di quello che offro in cambio, allora capisco che sto andando verso la giusta direzione, che non sono un'ape illusa . Ogni alveare ha un'ape regina, seguiamola con la coscienza di uomini liberi, seguiamo l'ape libera e come le api stringiamoci forte. Oggi è un momento difficile per le donne e gli uomini liberi, la storia ce ne ha forniti molti di questi periodi, ogni volta siamo riusciti a reagire, ce la faremo anche stavolta, sarà doloroso.

 

api operose