Movimento degli Invisibili

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La Caverna

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Sempre più spesso mi guardo attorno e con grande stupore scopro che tutto ciò che mi circonda somiglia ad una caverna. Si dico proprio così, una caverna simile a quella di Platone, dove gli uomini non vedono la realtà , ma le ombre della realtà proiettate sulle pareti della caverna.

Nelle immagini ci sono profili,stereotipi, vere e proprie imitazioni della realtà. Il mondo esterno, la realtà appunto, è una cosa ben definita; l'immagine della realtà, proiettata sulle pareti della caverna è tutto ciò che viene spacciato per vero.

Nel terzo millennio è sempre più drammatica l'asimmetria tra la realtà del Paese e la rappresentazione che se ne fa di essa. Dal lato della realtà c'è la realtà con tutte le sue complessità, negatività e uno scollamento sociale evidente. Dal lato delle immagini proiettate sulle pareti della caverna c'è l'opposto e cioè tutto quello che viviamo senza viverlo direttamente.

Sulle pareti della caverna non solo non si vede l'essere, ma a volte si confonde l'essere e non si percepisce quello che si dovrebbe essere. Questo vivere attraverso le immagini della realtà porta l'uomo a sentirsi schiavo della sua esistenza, schiavo del lavoro, del denaro, dell'amore, schiavo della moglie, del marito, schiavo della politica e di tutto ciò che percepisce dalle immagini proiettate. Da questo modo di vivere nasce la nuova dottrina morale che porta gli uomini a considerare “buono e onesto” solo quello che porta un tornaconto. Oggi siamo tutti “brave persone”,siamo uomini e donne fedeli a qualsiasi ideale , siamo tutti onesti cittadini che pagano senza avere niente in cambio. Forse basterebbe smascherare tutte le immagini proiettate sulle pareti della caverna, tutte, senza distinzione, rimettendo in gioco e riconsiderando l'intera esistenza.

Forse basterebbe provare a capire e a parlare solo di ciò che si vive direttamente considerando che anche un cattivo governo o una scellerata amministrazione dello stato è la naturale conseguenza della superficialità dell'uomo.

Forse basterebbe provare a vivere guardando con i propri occhi la libertà di pensiero che ci è stata donata, in questo momento storico dove l'intelligenza si è divisa in due; c'è chi si immerge e chi non si immerge, chissà da quale parte ci si immerda di meno...

 

 

Enzo Cagnetti

 

Roma 15 Febbaio 2010

 

Awating your return

Il quadro è Awating your return di Francesco Ferlisi