MOVIMENTO?!
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da questo congresso e temevo di trovarmi a disagio, in mezzo a un manipolo di intelletualsnob che se la racconta, per il solo gusto di ascoltare il suono della propria voce o per fare sfoggio del proprio sapere.
Lo scenario che mi si è presentato è stato alquanto diverso, la maggior parte dei partecipanti erano persone come me
Questo ha certamente diminuito il disagio ma mi ha dato la percezione di scarsa profondità
Non certo dal punto di vista umano, non certo per quel che riguarda l'impegno, la disponibilità o l'entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco, ma piuttosto riguardo alla preparazione, alla conoscenza, all'approfondimento
Volevo presentare una relazione sulla realtà dei piccoli teatri, quelli poco conosciuti, che non usufruiscono di grossi finanziamenti, quelli che cercano di fare proposte di qualità con un budget limitato e si autosostentano con i corsi e le attività collaterali, ma non mi sentivo abbastanza preparata sull'argomento
Per questo mi limito a segnalarvi alcune realtà che conosco più da vicino, che frequento e che meritano attenzione per l'alto livello di risultati che riescono ad ottenere, partendo davvero da nulla
Parlo di loro perchè sono un bell'esempio di resistenza culturale
Rappresentano un modo di fare spettacolo intelligente, che stimola la crescita, lo sviluppo del senso critico e del (buon)gusto
Nel mio intervento emozionato e pasticcione ho cercato di comunicare questa necessità di qualità, cura e attenzione, in tutte lo nostre attività
Cercherò di esprimermi più chiaramente
INFORMAZIONE
Credo sia importante che tutto quello che passa attraverso di noi e viene condiviso in rete sia sempre verificato. Se non abbiamo un'esperienza diretta, almeno controlliamo l'attendibilità delle fonti, facciamo un minimo di ricerca comparativa
Non contribuiamo a diffondere altra spazzatura
Lo so che ci vuole del tempo, ma la malainformazione si fonda sul “sentito dire”, sulle opinioni (spesso di seconda mano) e non sui fatti
A questo proposito credo che la relazione di Michele segua uno schema che è utile tenere presente:
I FATTI
IL CONTESTO IN CUI SONO INSERITI
LE CONSIDERAZIONI PERSONALI
con una differenziazione ben chiara tra l'oggettivo e il soggettivo
Lo stesso principio dovrebbe valere in ogni campo, sia quando si affrontano temi di cronaca, che quando si diffondono iniziative sociali o culturali
QUALITA'
La quantità di stimoli, troppi e troppo veloci, che ci investono ogni giorno spesso rende difficile fare scelte che puntino a un alto livello qualitativo
Penso che invece sia tempo di affrontare il quotidiano puntando a questo, nelle piccole decisioni o nei progetti faraonici, partendo da noi, perchè è inutile muovere critiche all'esterno se non si lavora su una qualità interna (o interiore)
Credo sia utile segnalare, far conoscere, dare risalto a tutte quelle iniziative che rispondono a questo criterio di ricerca della qualità, evidenziando e premiando la cura, l'attenzione, il rispetto e la professionalità con cui le persone o i gruppi/organizzazioni portano avanti i loro progetti, non solo a livello teorico
Purtroppo a Roma si è presentata l'ennesima e sterile discussione sui “giovani senza valori, senza ideali”, con gli insegnanti che incolpano le famiglie e i genitori che accusano la scuola
Siamo tutti corresponsabili
Superficialità, presunzione, incapacità di mettersi in discussione, pigrizia
(Sto sentendo un coro di “io no”, eppure una ragione ci deve essere se siamo arrivati a questo punto di abbruttimento socioculturale e umano)
Non penso che il Movimento degli Invisibili possa essere così incisivo da operare un'inversione di tendenza, ma almeno, se di resistenza si tratta, cerchiamo di farla bene, cerchiamo di non cadere nella trappole in cui si imbattono tutti i movimenti:
la teorizzazione sterile, l'enunciazione di principi a cui poi non ci si attiene in prima persona
la deresponsabilizzazione (le cause sono sempre all'esterno, eppure questo tipo di società è stato costruito anche col nostro contributo, attivo o passivo che sia)
la strumentalizzazione (ne devo parlare? credo che ci siamo caduti tutti, che a ognuno di noi sia capitato di essere usato, travisato, volutamente male interpretato)
il protagonismo, di qualcuno convinto che dove c’è massa, ci sono occasioni per mettersi in mostra, per farsi conoscere
Un'ultima considerazione, mi pare che Diego stia facendo un apprezzabile sforzo perchè non si scivoli nel leaderismo (un'altra trappola: quella della guida, del capo carismatico) nonostante abbia dato il via a questo progetto, attraverso le sue riflessioni (o quelle di Jack)
Sarebbe importante che questo suo sforzo non fosse vanificato da atteggiamenti “cortigiani”, da persone che vengono al congresso solo per la sua presenza, credo che ognuno di noi possa dare un contributo individuale al percorso di miglioramento collettivo
Chiedo scusa perchè mi rendo conto di essere stata piuttosto critica e anche banalmente retorica , ma non ho la capacità di analisi, sintesi e reazione che vorrei (in altre parole non sono abbastanza intelligente) però spero di avere dato un piccolo apporto costruttivo e qualche spunto di riflessione
Daniela Gamberini






