Guardo, leggo, ascolto e mi imbatto regolarmente in parole, in immagini, in concetti che mi fanno salire un'urgenza di ribellione
E mi viene in mente il babbo, che, pur con la sua scarsa cultura, mi esprimeva un'idea tanto semplice da essere pesante come un macigno
Una frase che è rimasta scolpita dentro di me, forse perchè ha avuto molte occasioni per ripetermela
Guardo, leggo, ascolto e mi imbatto regolarmente in parole, in immagini, in concetti che mi fanno salire un'urgenza di ribellione
“Ricordati che la tua libertà finisce dove comincia la mia, e viceversa”
Ascolto le verità degli altri, di quelli che calpestano ogni valore e di quelli che se ne fanno scudo. Subisco la prepotenza di chi calpesta, di chi è convinto che tutto sia dovuto, di chi rivendica. Subisco le reazioni di chi è convinto di stare nel giusto, di chi critica la mancanza di valori, di morale, di senso della giustizia e di spirito di sacrificio
E ribollo
Mi assale un senso di “non appartenenza”, di non schieramento, che è ben lontano dall'indifferenza, che non ha niente a che fare con l'accettazione passiva, che non è qualunquismo e neppure misantropia
Non appartengo a nessuna categoria emarginata o protetta che sia, nella mia mediocrità sono una persona fortunata, eppure mi sento diversa
Che sia perchè siamo TUTTI diversi?
Che sia perchè non ho famiglia, non ho religione, non ho un partito o uno schieramente, non ho un modello, non ho un nemico?
Che sia perchè l'unica regola a cui cerco di attenermi è quella del RISPETTO, degli altri, di me stessa, di quel che mi circonda e di quel che ho dentro?
Che sia perchè vivere secondo quello che mi ha insegnato mio padre (quella piccola frase che ho rielaborato arricchito e digerito e cercato di condividere con amici, figli, conoscenti) è faticoso e difficile, non sempre riesce bene e a volte ti isola?
Che sia perchè non mi vergogno delle mie incapacità e delle cicatrici che mi porto addosso, non mi vergogno delle mie paure e dei mie fantasmi?
O forse perchè vado in giro nuda, in mezzo a persone che si devono sempre mascherare da altro, da quel che non sono?
Sì, mi è scattata la ribellione, perchè sono stanca di sentire che anche le persone che si stimo si nascondono dietro a parole che esprimono la paura dell'Altro, di tutto quello che non è codificabile
Leggo volentieri quel che scrivono “gli invisibili”, trovo delle affinità; sorrido quando si affrontano i problemi con un filo di ironia, mi indigno (che fa molto tendenza “indignarsi” di questi tempi e a volte ci casco anch'io) e mi intristisco, spesso
Mi si muove il Blues:non accettiamo noi stessi, non ci conosciamo neppure, nello specchio appare l'immagine truccata, travestita, coperta da anni di cattiva educazione, cattiva televisione, cattive compagnie, cattive regole, cattivi obiettivi (cattivi, sì, dal latino “prigionieri”)
Leggo spesso gli articoli di Diego e molti dei commenti e ieri mi è presa così, ho scritto queste due righe, non le ho neppure corrette, volevo aggiungere altro, ma credo che basti





