Movimento degli Invisibili

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compromessi

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Scrivo il titolo solo per ricordarmi cosa scrivere e per me non è cosa facile. Non sono lezioni le mie sono solo riflessioni, se vogliamo da fermata dell'autobus, da accalcati sul treno. A volte, la mattina, micapita di salutare colleghi e farci quattro chiacchere in libertà, sapete quei cinque minuti di Brunetta?, la pausa caffè. Stamattina, ed era tanto che non incontravo queste persone, con il giornale in mano ho mostrato i titoli, solo per stimolare una piccola e breve riflessione, sono sempre 5 minuti non dimentichiamolo, ho provato una sensazione mista di paura e stupore. Ho sentito l'amarezza sterile dei commenti, l'arrendevolezza di fronte a cotanto schifo, un po come tornare a casa a Napoli turandosi il naso, in apnea, la loro apnea ha avuto in me un effetto devastante. Hanno accettato, questi colleghi-amici, per anni la politica del "compromesso", conoscendo perfettamente il significato intimo della parola, in uno stato di semirassegnazione, è lo stato di compromesso che si crea tra l'usuraio ed il taglieggiato, una convivenza perversa che nulla ha di civile. Hanno accettato che ci fosse la bicamerale, che l'Italia diventasse una mediocrazia, che si istituissero le ronde, che si patteggiasse con la mafia, che si facessero accordi sottobanco per restituire una certa parvenza di democraticità a questo paese, hanno subito le primarie e non si scandalizzano, non s'indignano per quello che accade, tutto sommato il presidente del consiglio è il più accettabile, va solo con le minorenni -sempre femmine però, l'altra metà del cielo- , non ci indigna se dichiara in diretta entrando e gridando come un ubriaco a Ballarò, che lui avendo il filmato del ricatto non avvisa la magistratura ma chiama il presidente della regione Lazio invitando a scegliere sul cosa fare. Cosa significa "compremesso?" non ho risposte se non quelle che potrei trovare su un dizionario, ma per la politica italiana la parola puzza di fogna. Non mi va di vivere in un paese che scrive le proprie leggi sulla carta riciclata dalle fogne. Non dirò mai che tanto non c'è nulla da fare. c'è molto da fare invece a cominciare dalla ricostruzione degli organi di rappresentanza del popolo.