Corro o non corro? il treno sta arrivando, sono già in ritardo, il lavoro e già l’ansia. Si devo correre al lavoro, un impiego che cerco nelle mie modeste possibilità di svolgere come si conviene per un interesse personale, già perchè lo Stato sono io! Se non aiuto lo Stato annego insieme ad esso. Non credo di essere la massima espressione del dovere, ne del cittadino ma cerco di rispettare me stesso, di difendere la mia dignità! Poi mentre sul treno leggo le notizie sul quotidiano, a volte in maniera distratta per disabitudine alla lettura, un disinformato di ritorno, mi sovviene un pensiero bello, eh si bello!, il 19 ed il 20 settembre di quest’anno, un incontro, quella parte virtuale incredibile della rete si è solidificata, è viva di persone, tante idee ed anche bisogni, voglia di fare, sguardi che si perdono alla ricerca di una guida, di qualcuno che suggerisca, che scriva l’incipit del che fare, come a scuola sguardi alla ricerca dell’improbabile risposta alla capitale dell’Azerbaijan! Mannaggia eppure era così chiaro fino a poco fa, lo sapevo cosa dire e proporre invece eccomi qui silente, eppure non a disagio, come in classe sento la solidarietà dei compagni, gli sguardi che stanno trasmettendo su onde alfa la risposta, non c’è risposta, no sorelle e fratelli la risposta non cìè. La stiamo costruendo lentamente, il Movimento degli Invisibili prima non c’era, oggi è una realtà , con iscritti veri, persone vere, idee vere, c’è qualcuno che non ci lascia soli e smarriti, qualcuno che non è un’ombra ma un cuore pulsante di passioni e dolori, qualcuno che per anni abbiamo cercato , qualcuno che avesse il coraggio di tornare in gioco mettendo a repentaglio se stesso, eppure l’ha fatto. Anche noi per essere pari ed all’altezza del compito dobbiamo metterci in gioco, rivedere e saper ripartire da zero, non è facile neanche quando qualcuno ti disegna la strada e allora pensiamo a chi la strada se l’è dovuta inventare! Anch’io ho voglia di mettere le mani in pasta , voglia di fare ma se facessimo senza costrutto senza rendere le basi solide,faremmo male la casa ed il tetto che la protegge, invece dobbiamo fare passi secondo le nostre grandi capacità e potenzialità, sostenendoci l’un l’altro, aiutandoci nei momenti bui, consolandoci, perchè la battaglia sarà dura e perderemo qualche fratello, ma in sua memoria stringerci, magari piangeremo e non dovremo vergognarci di essere donne ed uomini con i sentimenti e le debolezze, quando ci sentiremo smarriti perchè la strada sembrerà persa chiederemo alla nostra guida di mostrarcela e l’uomo della bussola ci traccerà di nuovo il percorso sbiadito, con il sorriso dolce che lo contraddistingue, insieme riprenderemo la via e saremo sempre più numerosi ed ogni giorno magari tracceremo un nuovo obiettivo e quando lo avremo raggiunto sposteremo la linea più avanti, diventeremo bravi ed allora saremo più rapidi. Il passo sarà allegro di chi cammina in montagna come i partigiani canteremo pensando alla donna o all’uomo che abbiamo lasciato indietro per aiutarci, diventeremo più forti e quando saremo forti abbastanza dovremo ricordare tutti coloro che si sono sacrificati e non dimenticare perchè siamo nati, per evitare di trasformarci anche noi nei porci della fattoria di Orwell.
Quando ci chiediamo cosa fare pensiamo a qualcosa da fare che porti tutti all’obiettivo poi spostiamolo poco più avanti tutti insieme.
Il Movimento di Resistenza Culturale c’è ed è vivo.
Nanni Brusaferri





