Movimento degli Invisibili

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Che fare: siete disposti ad essere infelici?

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A chi si chiedeva e si chiede che fare, ecco la risposta di un invisibile oggi cattiva come la tosse, altro che sorrisi...

  • evitiamo, se possibile, l’eccessiva autocelebrazione: riserbo, segretezza, sobrietà perchè in fondo non abbiamo fatto niente di eccezionale e nemmeno siamo migliori di altri, cosa dovrebbe fare allora Gino Strada? attaccare manifesti col suo faccione in tutto il mondo?
  • impariamo ad essere coerenti con quello che diciamo, oppure impariamo a capire quando e perchè non lo siamo
  • cerchiamo di ascoltare di più e parlare meno, ma davvero
  • chi si sente invisibile non ha trovato la ricetta della felicità, semmai il contrario, quindi siete disposti ad essere infelici?
  • le esperienze personali sono preziose se si traducono in un ingrediente in più nel pentolone del noi, non nel sentirsi dire quanto sei stato bravo ed eroico a soppravvivere
  • le banalità ed i luoghi comuni sono un linguaggio che ci è stato inculcato impedendoci di parlare per esperienza diretta, impariamo a parlare di ciò che conosciamo, anche a costo di sembrare ignoranti
  • impariamo ad essere sfacciatamente e sgradevolmente sinceri, della correttezza formale io personalmente ne ho le tasche piene
  • nessun movimento e nessun fuochista risolverà i nostri problemi, ne zattere ne salvagenti, impariamo a nuotare please

Invece dal punto di vista pratico, ecco quello che proporrei, se fossimo tanti e se avessimo soldi, eh si…

  • per allargare la conoscenza, non del movimento come autopromozione, ma per “formare coscienza” scrivere due o tre articoli, impaginare in pdf e se ognuno ne stampasse 100 copie sarebbero già 18000 copie sin da ora, da infilare di nascosto con la complicità di un edicolante amico nei quotidiani
  • se c’è chi ha un minimo di esperienza teatrale, scrivere un testo shock a marchio invisibili e proporlo ovunque, shock per svegliare chi dorme…
  • chi può e chi ha voglia e che sia in grado di garantire un prodotto ben fatto, andare in giro con telecamere e microfoni e realizzare brevi reportage nei luoghi “caldi” del nostro paese, sarebbe bello andare a pescare informazioni in presa diretta e non filtrate dalla tv
  • se conosciamo di persona extracomunitari andiamo a trovarli di persona, ascoltiamo la loro storia, guardiamo come vivono, potremmo scoprirne delle belle…

so che quando si passa a parlare di cose pratiche sembrano tutte cavolate, confrontate con i bei discorsi, e anch’io sono entusiasta di essere stata con voi a Roma, ma non cadiamo nell’errore di fare proselitismo, mettiamo davanti il noi, cerchiamo di essere sempre, ogni giorno, migliori di come eravamo ieri, come disse il fuochista “esempi viventi” fino a far dire un giorno a qualcuno “ma chi è quello?” “quello? è un invisibile”

Laura