Movimento degli Invisibili

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Home Testi Il Fuochista Il mio amico Thomas mi scrive...

Il mio amico Thomas mi scrive...

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Thomas è un grande ragazzo, uno degli Invisibili. Mi ha scritto questa mail, gli ho detto che bella, pubblicala. Thomas è un timido, perché è uno vero, ha risposto fa’ niente, scrivere è il tuo mestiere. Ma il mio mestiere è anche riconoscere quando uno è bravo e la dice giusta. Tommy è fotografo e operatore, ma ha scattato un’istantanea del Paese con le parole che è nitida e condivido in pieno. Eccola.

«Esco da una settimana di inquietudine. Il giudizio è ribaltato: senza capo nè coda. Si è parlato di tende in giardino. Di Fini che disertava. Della Mussolini che dava del cammellaro. Dell’Elefantino con la sindrome da colonizzatore pentito.
Dettagli di dettagli. Ero a Verona: un fondo sull’Arena diceva: poco importa se il libico è un mezzo dittatore. Importa che fermi i barconi. Costi quel che costi.
Il solito slogan della tortura preventiva, certo. Ma stavolta rettilineo, perfetto, senza le remore di Abu Ghraib. Sdoganato alla grande dallo show da villaggio turistico del libico.
Tutto, dalle guardie del corpo in quota rosa, alle parole entusiaste della Marcegaglia, alle giovani imprenditrici chiamate a fare la rivoluzione. Tutto sembra un carnevale del medioevo: quando con le maschere addosso il mezzadro spernacchiava il padrone. Il viandante smargiassava col bottegaio. Una grande inversione collettiva senza istruzioni per l’uso.
Una notte non ci ho dormito.