Racconta l’ex presidente francese Chirac che il Poveraccio gli indicò il bidè nella toilette degli ospiti e ammiccando gongolò: «Tu non hai idea di quante belle chiappe si sono sedute lì sopra!» Nel villone del Poveraccio, un po’ ovunque, erano sparse riviste per soli uomini lasciate aperte a bella posta su questa o quella signorina nuda: «Questa me la sono fatta, e quest’altra pure» giurava sui propri figli il Poveraccio. Così racconta la Francia, non io, mentre l’Italia andava a puttane, mica il premier (chissenefrega). Era il nostro Paese, la nostra storia ad andarsene a puttane, perché l’uomo più ricco d’Italia, il Poveraccio, invece di sedersi dallo psicologo (come faremmo tutti) si sedeva sulla poltrona di presidente del consiglio scambiandola per un bidè. Il più Poveraccio di noi (non lo dico io, ma sua moglie che “dovrebbe farsi curare”) è ormai sotto schiaffo di centinaia di ragazzette e papponi, parte dei quali diventati onorevoli, pagati/pagate anche con incarichi di governo. Se fosse ancora vivo Vittorio De Sica, girerebbe “Umberto D.” a rovescio. Questo poveraccio di pensionato di “Silvio B.” ci sta mandando tutti ai giardinetti, perché non accetta di essere basso, vecchio, finito.
Diego Cugia





