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PERLE E PORCI

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Italiani, mostratemi la bocca e vediamo che cosa c’è di nuovo? Grazie, ho visto, ho sentito, adesso potete richiuderla. E chiudetela! Anche lei, richiuda, si sbrighi, c’è una puzza infame.
Dunque, sulle bocche di tutti, stamattina abbiamo:
Il secondo video di Marrazzo. “Chi l’ha girato? Chi lo nasconde? Ma sta con due trans o tre?”
Il primo video hard della Mussolini. “Davvero lo faceva sotto la statua del nonno? E le telecamere a circuito chiuso hanno ripreso proprio tutto-tutto? Ma in quale posizione, esattamente? L’amazzone? A forbici chiuse? Il missionario? L’agguato?”
A proposito di agguati: “Hai guardato il fuorionda di Fini? Ma hai visto come gongola all’ipotesi che il premier sia indagato per mafia? Una bomba atomica!”
A proposito di bomba atomica: “Domani parla Spatuzza. Come chi? Quello che sciolse il bambino nell’acido, Spatuzza, clan Graviano. I mafiosi sarebbero incazzati come tori perché Don Berlusca non avrebbe restituito i miliardi sporchi investiti in Fininvest. Pure alla mafia ha fatto fessa. E quelli, adesso, -capirai- lo tengono per le palle...”
“Perché, all’ingegner De Benedetti, no? Al proprietario di “Repubblica” hanno piazzato una microspia sull’auto di servizio. Sarà stato “Il Giornale” che vuole fare dieci domandine a De Benedetti avendo già le risposte in tasca?”
Porci che si scandalizzano delle porcate altrui, porci senza ali. Spioni, ricattatori, gentaglia che si esibisce davanti a un popolo d’incalliti voyeur.
Sapete, in questo preciso momento, come mi sto consolando? Con due libri e un bicchiere di rosso. Il primo libro è “I tre moschettieri” di Dumas. Dove ho appena sottolineato queste righe (è quel gran signore di Athos che parla): «La vita è un rosario di piccole miserie che il filosofo sgrana ridendo. Siate filosofi come me, signori, mettetevi a tavola e beviamo; nulla aiuta a vedere la vita in rosa quanto guardarla attraverso un buon bicchiere di chambertin.»
Non so quale sapore avesse il chambertin del 1600 ma il mio Refosco dal peduncolo rosso del 2000 non se la cava, poi, troppo male. Considerando che sono ancora le undici del mattino, (e sia pure minacciato dagli schizzi di melma di cui sopra) rilascia il suo sapore casto e, nel cristallo, i suoi riflessi da incendio.
Il secondo libro è il Vangelo secondo Matteo: «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle ai porci, perché non le calpestino con le zampe e poi si voltino per sbranarvi.»
Anelo un giardino fra le nuvole dove si possa conversare di perle.
Abbiamo disperato bisogno di chiacchierare con gli angeli.

(Roma, 3 Dicembre 2009)
angelo