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Coca e bugie

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L’ex presidente della Regione Lazio adesso ammette che pagava anche per la coca. Siamo alla terza o quarta versione dei fatti. La gogna mediatica mi fa parteggiare istintivamente con chi la subisce, credo che il primo a doversi vergognare sia chi grida “vergogna!” al prossimo, sbandierando una superiorità morale impossibile da dimostrare. Ma la verità a singhiozzo dell’ex presidente sta spazientendo, anzi, esasperando, anche chi ha provato per lui compassione e solidarietà, che non vuol dire giustificare i risvolti irresponsabili di Marrazzo come uomo di Stato. Irresponsabilità nei confronti della nazione intera, e in particolare nei riguardi del corpo elettorale che l’ha eletto a proprio rappresentante, in questo caso il centrosinistra.
Coca e bugie vanno a braccetto. Tutti i vizi compulsivi, dalla droga al gioco d’azzardo, sono “compari” della menzogna. Si mente anche a se stessi (se voglio posso smettere in qualsiasi momento) figurarsi in pubblico. Ma se sei un uomo pubblico la tua “vita spericolata” costituisce un mirabile cattivo esempio e incrina la fiducia (in Italia ridotta pressocché a zero) fra cittadini e governanti.
Il punto, quindi, non è la “privacy” che l’ex governatore pretende a piè sospinto, mentendo, però, di pari passo. Il punto non sono i trans. Trovo stupefacente che nessuno lo dica. Il punto sono gli stupefacenti. L’uso smargiasso di coca dei nostri rappresentanti in Parlamento e di chi ricopre cariche pubbliche. Non sta a me giudicare se Marrazzo abbia governato bene o male la Regione Lazio. Sta di fatto che era un cocainomane. Sdegnarsi o meno è una questione etica personale, che qui poco importa. Fondamentale, invece, è il diritto di noi tutti a essere governati (se non altro) da chi è in possesso delle proprie facoltà fisiche e mentali, da chi non è dedito all’uso e abuso di sostanze stupefacenti e, di conseguenza, non è neanche ricattabile da spacciatori né da consumatori par suo, che inevitabilmente diventano membri di una lobby, quella della coca in questo caso. Un club riservato e segreto che si comporta come una èlite, anche in Parlamento. Se uno va con i trans sono fatti suoi. Ma se un uomo di governo sniffa e non si ritira a vita privata è un’emergenza nazionale. Piero Marrazzo non era e non è il solo, lo sappiamo tutti. Chi governa, se è drogato, se ne deve andare.