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Panni sporchi e pietre

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Ficcare il naso nelle mutande del potere è inevitabile, soprattutto quando non corre differenza fra la Roma di oggi e quella del Colosseo. Come allora siamo eccitati a sangue. Ma non è che ficcare il naso in quelle tristi mutande ci renda migliori, o la nostra biancheria intima risulti, al confronto, più bianca di quelle. Non illudiamoci: il potere è tale e quale a noi. Non esaltiamoci col nostro pollice verso: se noialtri, invece che sugli spalti, ci trovassimo nell’arena del potere, forse saremmo capaci di comportarci pure peggio.

La vera cosa scandalosa è che ci scandalizziamo ancora.
Duemila anni fa qualcuno disse: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Beato oggi chi se lo ricorda. Nei cieli italiani volano sia panni sporchi sia pietre. Non ci vedo questa gran differenza. Entrambi oscurano il sole. Pietre e mutande ci costringono a vagare tutti nelle tenebre. Per fare un po’ di luce, il metodo che conosciamo dalla notte dei tempi, c’è: ed è quello di dire la verità. Non credo che il vero lato immorale e oscuro, il tramonto del sole italiano, sia dovuto al drogarsi, al circondarsi di donnine, al corrompere, al subire un ricatto o andare a trans. Immorale, semmai, mi sembra questa semplificazione ridicola, questo scambiare il dito con la luna. Una democrazia è al tramonto (o alla frutta) nel confessare la verità a stento e dimettersi a stento (caso Marrazzo), o addirittura nel non dirla affatto (caso Berlusconi). E per quanto ci riguarda, nel ritenerci migliori di loro.
Che il potere sia corrotto, oggi come ieri, non è una notizia. Lo è (anche se non nuova) la sacralizzazione della corruzione. L’imbarbarimento della verità. Questo conclamarla sempre, ma sempre più ritoccata o taroccata. Una verità, se va bene, da chirurgia estetica.
Se c’è una cosa sulla quale sarebbe stato giusto promulgare un Lodo Alfano è precisamente questo: sulla verità, che dovrebbe essere perseguita e osservata ugualmente da tutti, come la giustizia, ma ancora di più da chi sta al potere. Proprio perché, in quanto a privilegi, è un po’ meno uguale degli altri. E questo comporta un prezzo: il dovere di dare l’esempio.