Movimento degli Invisibili

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Da Caracas agli Invisibili

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La segreteria del Movimento per il quale svolgo opera di fuochista, dal ponte ufficiali del Vascello "L'invisibile" in navigazione verso le Bocche di Bonifacio-Olbia, mi ha fatto pervenire in Sala Macchine una calorosa lettera da Caracas, che condivido con tutti gli invisibili:

"Ho ricevuto la vostra e-mail invitandomi ad aderire e partecipare alla riunione in Sardegna. Con vero piacere aderisco alla vostra magnifica e speranzosa iniziativa, però vivo in Caracas e mi è difficile poter essere presente. Sono pensionato e avanti con gli anni, 82. Sempre mi sono sentito uno spirito libero e corretto in opere e pensamento. Sono sempre stato un indipendente mai associato a nessun partito. Quando ho potuto, ho espresso le mie idee con commenti, sempre credendo nell'etica e nell'onestà del procedere per il bene comune. Che la vostra iniziativa sia una speranza in più in questo mondo sconvolto e ipocrita. Ho ascoltato e condivido le parole di Jack Folla. Con l'anima e con il cuore sono con voi, mentre sto vivendo la terza dittatura nella mia vita, quella di Chavez. Saluti Renato Farina, Caracas."

Caro Renato, sono rimasto un bel po' a rimuginare quando avessi spedito un invito a Caracas. Dopo aver fatto parecchie flessioni con la mente, ed essermi ammaccato la memoria, (neppure io son giovanissimo) ho capito che la e-mail alla quale ti riferivi era l'invito alla fondazione del movimento spedito a tutti i miei amici di Facebook. Quindi anche a te che, chissà come e chissà dove o quando, avevi sentito Jack Folla, avevi cliccato me, aggiungendomi fra i tuoi amici.

Risolto il mistero tecno-epistolare, voglio parteciparti l'emozione intensa che mi hai donato. Paragonabile a quella del bambino, citato da un poeta che ho tanto amato da ragazzo, Cesare Pavese, che riceve dallo sconosciuto zio, emigrato nei "Mari del Sud infestati da squali", una cartolina con francobollo fiabesco. Se ne avessi la disponibilità finanziaria, giuro, verrei a prenderti io con l'elicottero o un sommergibile, pur di averti tra i fondatori del Movimento. E se avessi potere politico, cancellerei quei fuffettosi aerei di Stato che conducono, troppe volte, politici e lacché, a zonzo nei cieli, a presenziare vanità varie a spese dei cittadini, e ne utilizzerei uno per riportare in Patria, il 30-31 maggio, Renato Farina, in Sardegna.

E' bello, semplice e chiaro quello che hai scritto, riguardo all'etica, al bene comune, e alla amara conclusione che stai vivendo "la terza dittatura della tua vita". Noi ti siamo vicini, come vogliamo che tu sia vicino a noi, quando prenderemo la prima tessera della nostra vita, non di un partito, ma del nostro movimento di resistenza culturale, che privilegia le idee al potere, l'etica di tante generazioni ai guitti di quest'ultima, l'essere e l'essere insieme, all'apparire di "primiuomini" più o meno dispotici, assai mediatici, e molto poco sensibili ai valori in cui crediamo, al futuro che vorremmo per i nostri figli, alla memoria storica italiana che non intendiamo cancellare. I tuoi occhi, Renato, che hanno visto tanto, ci avrebbero consentito, come vogliamo, di guardare ancora più lontano, al futuro di questo Paese in cui tanti, per servilismo, o ipocrita rispetto del potere, tengono gli occhi bassi, e si guardano le scarpe. Grazie davvero, vecchio amico, e alla prossima. Chissà che un domani non si apra una sezione degli Invisibili proprio a Caracas. Con affetto e stima

Diego Cugia