Amelia – Umbria , 8 gennaio.
La faccio breve, giovedì 7 gennaio sto rientrando a casa, in auto, dalla Provincia di Brindisi , dove in un paesino, per conto del Teatro Pubblico Pugliese ho tenuto uno spettacolo: pubblico attento e caloroso, diffusa gentilezza, ospitalità, ottima cucina, struggenti orizzonti di uliveti, temperatura quasi primaverile, insomma tutto bene? No, come scambio due parole con la gente del posto avverto una generale costernazione, da parte dei “più pensanti”, dovuta alla perfida ingerenza di D’Alema e la sua ciurma nella politica locale, pronto a restituire la Regione al peggior centrodestra meridionale pur di rimuovere il Presidente Vendola.
Primo pomeriggio, sono sulla SS16 Adriatica tra la Puglia ed il Molise: lungo i bordi della carreggiata infinite file di ulivi secolari interrotte da sgorbi edilizi, brutte costruzioni, comunque abusive se inserite in questo paesaggio e in questa nobile storia millenaria, sulla strada scarso traffico, decine di malinconici cagnoni randagi senza padrone e senza futuro e, ad ogni incrocio, accovacciate intorno a tristi focherelli , specie di micro inceneritori di rifiuti che ammorbano l’aria e affumicano l’anima, grappoli di prostitute africane, perse tra fango, spazzatura e copertoni sfasciati .
Pausa caffè in un raro quanto squallido bar lungo la strada. All’ingresso, su di una panchina sgangherata un paio di mignottone fuori servizio conversano tra loro, lanciando poco efficaci sguardi sexi ai nuovi avventori, dentro, assorti e silenti ceffi tentano una magra fortuna alle sloot machine, mentre ad una parete tre vetrinette unte e concimate dalle mosche celebrano il commercio: una per i prodotti tipici locali , una per le statuette di padre Pio in varie dimensioni e soluzioni luminose ( luci fisse o intermittenti) la terza, “storica” tutta dedicata a due campioni di civiltà, Hitler e Mussolini : raffigurati su cartoline, quadretti votivi, busti e mezzobusti, cinturoni, borchie, etc, mah!
Tarda sera, arrivo a casa, do un occhio al tg: a Rosarno, in Calabria, rivolta degli schiavi impegnati nella raccolta di arance ed olive, scontri con la polizia, auto incendiate, vetrine sfasciate, ancora mah!
Duemila anni fa, Spartacus insieme a migliaia di schiavi tentò d raggiungere Brindisi per imbarcarsi da li e fuggire alla cattiveria di Roma, gli andò male , ma se riusciva a partire... Oggi allo schiavo Muhammad va peggio, dovunque vada è schiavitù e ingiustizia allora si carica di rabbia e sfascia tutto quello che gli capita a tiro, anche la macchinetta presa a rate da un altro schiavo calabrese senza speranza come lui. Ma in che mondo siamo’? in che tempo viviamo? Che anno abbiamo festeggiato una settimana fa? Il 2010 ? Torno al poeta Nazim Hikmet “… sono del ventesimo secolo e ne sono fiero…
Vanni de Lucia





