Movimento degli Invisibili

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Andare oltre

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Questa crisi economica, anche se alcuni dicono il contrario, non sta per finire ed è ormai certo che in futuro nulla sarà più come prima.
Un modo per dare un contributo come movimento al pro-blema della mancanza di occupazione, per riaccendere la fiamma della speranza in barba alla rassegnazione, dovrebbe essere quello di andare oltre la denuncia ed avviarci sulla scia di un fare pro-positivo, attraverso una consapevolezza diretta alla comprensione reciproca al fine di collaborare.
Il motore per capire ed interpretare questo cambiamento dovrebbe essere accesso dai giovani ragazzi, con i loro sogni, la loro fantasia, la loro leggerezza dell’essere che noi adulti bolliamo troppo spesso come utopie, fingendo di non sapere che sono loro ad avere la chiave per tradurle in realtà. Ci siamo convinti e cerchiamo di convincere anche i nostri figli che bisogna costruirsi un ruolo rappresentato ed integrato da questa società vecchia, ingiusta ed insensata, involutiva e destinata al fallimento, mortificando e soffocando così ogni ideale trascendente l’essere. Siamo in cattedra, tenacemente al comando, mentre non facciamo niente per evitare che le nuove generazioni, in perenne standby, sprechino gli anni migliori della loro vita. E pensare che è fino ai 30/35 anni di età che l’individuo esprime al massimo le sue potenzialità, con la sua mente libera e non ancora ingabbiata! Riflettiamo: da un modello obsoleto e fallimentare cosa potremmo mai ottenere? Risposte obsolete e fallimentari.
Lo sento proprio, in modo forte e coinvolgente, che è necessario cambiare prospettiva, abbandonare i vecchi modelli, i ruoli che ci siamo costruiti. Cambiare prospettiva lo si può fare con autentici scambi dei bagagli individuali, siano essi concreti che intellettuali che vadano anche oltre il visibile, passando attraverso una vera e nuova cooperazione-collaborazione che fino ad ora non siamo stati in grado di cogliere perché sempre occupati a privilegiare quello che è al di fuori di noi e non quello che è IN NOI, incapaci di liberarci dai soliti: ma tu hai detto, lui ha fatto, loro non mi hanno dato ecc. ignorando, così, le nostre responsabilità individuali. Collaborazione che porti all’unione di persone e di idee non come unione che fa la forza, ma unione come comunione. Per questi motivi penso che i più giovani con meno “incrostazioni” degli adulti hanno, più di altri, i numeri per diventare il motore del cambiamento.
Vorrei invitare, incitare i giovani ragazzi, ma non solo, a creare, qui in questo luogo, una rete di invisibili, attraverso una partecipazione attiva di cooperazione, che possa fare da megafono alla fantasia, alle loro proposte, affinché l'utopia diventi realtà. Aspettare che qualcuno ci serva il piatto caldo fa parte di un vecchio e ormai logoro modello: siamo noi che dobbiamo prendere in mano la nostra vita, perché la responsabilità individuale viene prima di quella collettiva, perché ognuno è responsabile di se stesso ed il primo dei doveri è quello di capirlo ed agire di conseguenza.
Chiedo a noi di dare loro fiducia, di cominciare a credere veramente in loro, a loro, invece, vorrei dire con forza non nascondetevi, non abbiate paura di sembrare ridicoli o degli stupidi sognatori, scambiatevi idee, cercate nuovi modi di cooperare e collaborare e di interpretare il lavoro, mettete in moto la vostra creatività e la vostra spontaneità, la vostra leggera follia.
Mi piace un sacco il messaggio “tutti quelli che sono abbastanza folli da credere di cambiare il mondo lo cambiano davvero”. Eddai che un po’ di sana ed allegra follia ci aiuterà a dipingere la vita con i colori dell’arcobaleno!

P.S.: Si potrebbe iniziare con: mi piacerebbe fare … io so fare … io ho creato … la mia idea è … linkare idee ed argomenti utili ecc.