26 febbraio 2010 - ore 20.30
Il Tg1 - ovvero il principale organo di informazione del principale canale delle TV pubblica – per ben due volte dà una notizia falsa: l’assoluzione di David Mills (l’avvocato inglese accusato di essere stato corrotto da SB).
Come tutti sanno, David Mills non è stato assolto, ha commesso un reato – accertato e sanzionato in diversi gradi di giudizio - che è stato prescritto.
E’ difficile pensare che un Direttore, un giornalista di consolidata esperienza e un'intera redazione – soprattutto di cotanta testata - non conoscano quale sia la differenza tra assoluzione e prescrizione. Come è difficile credere che non sappiano che da un punto di vista deontologico, come ha ricordato Michele Serra e tanti altri – “per un giornalista manomettere la verità è un crimine”.
Lo sanno benissimo, hanno mentito sapendo di mentire.
Ma sono andati avanti comunque tanto hanno le spalle coperte.
Perché trattasi di falso su commissione. Minzolini & Co. sono stati gli esecutori di una truffa mediatica che ha per mandante una parte in causa della notizia nonché controllore della rete e proprietario di quella concorrente. Minzolini & Co. agiscono per conto di chi dovrebbe garantire il rispetto delle regole e che invece quelle regole ogni giorno sovverte.
28 febbraio-1 marzo 2010
Dopo il terremoto in Cile, la notizia dominante è quella sulla mancata presentazione della lista del PdL a sostegno della Polverini e la conseguente esclusione dalle elezioni regionali a Roma.
I fatti sono oramai noti. Il regolamento elettorale prevede temi e modalità per la presentazione delle liste non rispettati dal partito in questione.
Lo stesso incaricato della presentazione delle liste - Alfredo Milioni - ha ammesso di essersi allontanato una prima volta per prendere i lucidi dei simboli dimenticati, una seconda volta portando con sé le accettazioni. "Ne ho approfittato per mangiare qualcosa e sono tornato in tutta tranquillità".
In un paese rispettoso delle regole, il partito in questione si sarebbe coperto il capo di cenere per manifesta incapacità organizzativa (ma come, proprio loro, quelli che organizzano i corsi per imparare la politica in 7 giorni e girano col kit?) e accettato in silenzio la decisione. Con tante scuse per i propri elettori.
Perché la vicenda in cui sono incorsi nel lessico internazionale si chiamerebbe “infrazione delle regole” (per leggerezza organizzativa, ma pur sempre infrazione) e come tale soggetta a provvedimenti di conseguenza.
Questo in paese civile che non mistifica i fatti e le notizie. Invece…
- “La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto" (Renata Polverini)
- Il sindaco di Roma, Alemanno, si appella al capo dello Stato e ai magistrati " affinché venga garantito il diritto dei romani a esprimersi democraticamente".
- “La magistratura usi buonsenso. L'esclusione del Pdl dalle Regionali avrebbe il sapore di un colpo di Stato.” (Francesco Storace)
- E’ stata presentata una denuncia-querela contro i militanti radicali per abuso d'ufficio, “per avere impedito il legittimo esercizio del diritto politico di voto".
- La Polverini farà una maratona oratoria a Roma al grido di “Vogliono cancellare la democrazia".
Certo fa un po’ sorridere che si appellino al capo dello stato e ai magistrati proprio coloro che più volte hanno tentato di scippare dei suoi poteri l’uno, insultato gli altri.
Fa sorridere che parlino di diritto al voto previsto dalla Costituzione coloro che hanno forzato l’uno con una legge porcata – per ammissione dello stesso autore – e che dell’altra fin qui hanno parlato solo per rivoluzionarla.
Sorrisi amari a parte, in questi giorni – tra un terremoto con centinaia di vittime e una crisi che falcia centinaia di lavoratori, siamo costretti ad assistere inermi a un’altra farsa mediatica, consumata in nome della “democrazia” e degli “elettori”.
Mentono sapendo di mentire gli interessati.
Omettono sapendo di omettere i cronisti di turno.
A nessun commentatore viene in mente di precisare – a chiosa dell’accaduto - che nel vocabolario della civiltà e della legalità - burocrazia e violazione delle regole sono due cose distinte. E che applicare un regolamento non è fare un golpe.
Il rappresentanti del PdL hanno tutto il diritto di fare ricorso e di verificare la regolarità del provvedimento, purché chiamino le cose per nome, purché non cerchino scappatoie a tutela del maggior partito.
Chi ama la democrazia non sta tifando ora per un risultato a tavolino ma per un confronto leale sul campo. Leale appunto e rispettoso delle regole.
Senza arroganza, senza prepotenza. E senza giochi di parole.
26 febbraio-1 marzo
Due fatti diversi, distinti, accomunati dalla sindrome di manipolazione della notizia.
In fondo che ci vuole, basta confondere un po’ i cittadini, approfittando della loro fiducia nella Tv pubblica (a quanti verrebbe di dubitare del TG1?) o confidando nella ignoranza su tematiche tecniche in fasce diffuse della popolazione (che ne può sapere mia madre per esempio di prescrizione?)
La tecnica è sempre la stessa da 16 anni a questa parte.
Ribaltare le parole, invertire il senso e imporre un’altra bugia.
Fino allo sputo…sulla democrazia.
PS: mi perdoni Vecchioni per la citazione forse un po’ offensiva - visto l’argomento e il contesto – delle parole di una sua bellissima canzone (A.R.) ma mi è venuta spontanea





