Ho scoperto solo ieri questa bellissima canzone di Pierangelo Bertoli, un altro poeta e profeta che manca a questo tempo di nani e ballerine.
Ho provato una grande emozione nell'ascoltarla, riportandomi queste note alla mia terra appena lasciata.
A certi colori e sapori unici.
Alla sua gente accogliente.
Alla mia famiglia.
Agli amici di sempre che anche se non frequenti più basta poco per essere nuovamente in sintonia:
una birra, il profumo del mare, una canzone.
Agli amori di una vita.
La canzone è dedicata a Gallipoli, ma cullata da questa nenia dolcissima mi sono immaginata Terlizzi, Barivecchia, Giovinazzo, quello squarcio di lungomare che toglie il fiato tra Cozze e Polignano.
Borghi, muretti a secco, chianche, case bianche.
Ulivi, mandorli, fichi secchi, ciliege ferrovia.
Orecchiette, u pignatidd, fuoco sotto e fuoco sopra.
Cicchetti, falo', gnumridd, focacce.
Padrone e sotto, la femmina incinta.
Serate a tressettte.
Andare a promettere.
Pelle bruciata dal sole, baci di sale.
Un faro.
Sogni di futuro, tele d'amore, partenze...in cerca della luna.
http://www.youtube.com/watch?v=GrKud5k1guo
SERA DI GALLIPOLI
Cosi è passata la domenica
sul mare sugli scogli, fino a che
il sole non si è
deciso ad andar giù,
sulla pelle ci rimane il sale del mare.
Giriamo le vie di Gallipoli
Rolando, Sandro ed io in libertà,
liberamente qui possiamo stare noi,
soli tra le vecchie mura bianche di calce.
Porto di pescatori e gente povera
che invecchia sull'uscio di una sola stanza,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Sandro, quando finirà la nostra attesa?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.
Scalzi giocano a calcio sulla strada
bambini che crescono solo per andarsene,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Rolando, quando ce ne andremo tutti via di qua?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.
Un volto appare ad una finestra, ed è
un volto senza sesso e senza età;
amici, amici miei, dev'essere così
scorderemo il nostro stare insieme di adesso
(Pierangelo Bertoli)

Ho provato una grande emozione nell'ascoltarla, riportandomi queste note alla mia terra appena lasciata.
A certi colori e sapori unici.
Alla sua gente accogliente.
Alla mia famiglia.
Agli amici di sempre che anche se non frequenti più basta poco per essere nuovamente in sintonia:
una birra, il profumo del mare, una canzone.
Agli amori di una vita.
La canzone è dedicata a Gallipoli, ma cullata da questa nenia dolcissima mi sono immaginata Terlizzi, Barivecchia, Giovinazzo, quello squarcio di lungomare che toglie il fiato tra Cozze e Polignano.
Borghi, muretti a secco, chianche, case bianche.
Ulivi, mandorli, fichi secchi, ciliege ferrovia.
Orecchiette, u pignatidd, fuoco sotto e fuoco sopra.
Cicchetti, falo', gnumridd, focacce.
Padrone e sotto, la femmina incinta.
Serate a tressettte.
Andare a promettere.
Pelle bruciata dal sole, baci di sale.
Un faro.
Sogni di futuro, tele d'amore, partenze...in cerca della luna.
http://www.youtube.com/watch?v=GrKud5k1guo
SERA DI GALLIPOLI
Cosi è passata la domenica
sul mare sugli scogli, fino a che
il sole non si è
deciso ad andar giù,
sulla pelle ci rimane il sale del mare.
Giriamo le vie di Gallipoli
Rolando, Sandro ed io in libertà,
liberamente qui possiamo stare noi,
soli tra le vecchie mura bianche di calce.
Porto di pescatori e gente povera
che invecchia sull'uscio di una sola stanza,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Sandro, quando finirà la nostra attesa?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.
Scalzi giocano a calcio sulla strada
bambini che crescono solo per andarsene,
che mai sarà di questo nostro restare insieme?
Rolando, quando ce ne andremo tutti via di qua?
Quando, chetato il mare,
senza più una parola,
le spalle curve, andremo in cerca della luna.
Un volto appare ad una finestra, ed è
un volto senza sesso e senza età;
amici, amici miei, dev'essere così
scorderemo il nostro stare insieme di adesso
(Pierangelo Bertoli)






