Movimento degli Invisibili

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Home Temi Civiltà invisibile Rom... e il mio bisogno di riflettere e di liberarmi

Rom... e il mio bisogno di riflettere e di liberarmi

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I primi anni delle elementari un bambino rom mi disse, in tono minaccioso, di dargli subito il piccolissimo anellino che portavo al dito. Ero spaventata ma l'anello rimase al suo posto. Ero sempre piccola quando la casa dove abitavo fu svaligiata da giovani rom. Pochi anni fa entrarono nel mio studio due donne rom con un neonato e un bimbetto molto vispo. Crearono volutamente confusione e in pochissimo tempo la mia borsa sparì. Dopo un po' di tempo un ragazzetto rom entrò sempre nel mio studio e cercò di rubare un portafoglio dove c'erano i soldi per pagare l'affitto del locale. Lo fermammo in tempo. Piccole esperienze negative.
È facile che il pregiudizio si aggrappi nella mente delle persone quando le esperienze sono negative.

Adesso però ti racconto un'altra storia e questa mi è rimasta nel cuore.
Anni fa prendevo l'auto per andare a lavorare. In quel periodo avevo sempre le mani molto curate, unghie lunghe e smaltate... e leggevo sempre, sia aspettando l'auto, sia lungo il percorso che mi portava al lavoro. Una ragazzina rom con altri bambini più piccoli di lei mi si avvicinarono. La ragazzina era molto colpita da me ed iniziò a farmi domande. "Cosa leggi?" "Come ti chiami?" "Dove vai?" "Che lavoro fai?". Le raccontai un po' di me e lei mi disse: "A me piacerebbe molto leggere e andare a scuola ma devo andare a lavorare." "Noi dobbiamo rubare." Saliti sull'auto, lei si mise vicino a me ed iniziò a toccare le mie mani. Era totalmente catturata dalle mie unghie colorate. Le promisi di portarle dei libri ma... non la vidi più. Mi chiedo sempre se avrei potuto fare di più per lei.

Ed un'altra storia...
Camminavo, circa 5 anni fa, lungo la strada e pioveva. Avevo il mio ombrello e lo zainetto dietro le spalle. Ad un certo punto mi accorsi di sentire movimento dietro di me. Mi girai e vidi un gruppetto di bambini rom. Avevano aperto il mio zainetto e stavano estraendo i miei occhiali da sole (appena ricevuti in dono). Rimasi spiazzata quando ad un certo punto mi venne incontro un ragazzo che si rivolse a loro parlando la stessa lingua. Prese gli occhiali dalle loro mani e disse qualcosa che li allontanò. I bambini erano arrabbiati ma essendo più piccoli cedettero ai rimproveri del ragazzo più grande. Lo sconosciuto mi consegnò gli occhiali dicendomi di stare più attenta e andò via. Era rom anche lui... credo... i tratti somatici e la lingua che parlava...
Il pregiudizio mi fece subito pensare ad un complotto studiato per distrarmi e magari rubare altre cose ed andai a vedere se mi mancava il portafoglio nello zainetto. Era tutto al suo posto.
In quel momento e solo in quel momento, ferma sotto la pioggia, pensai di aver appena incontrato un angelo rom.
Piccole storie ma sono le uniche che ho.

Nella mia testa c'è tutto... l'esperienza negativa e quella positiva. Mi aggrappo a queste due storie che mi sono rimaste nel cuore ma devo confessare che non sono totalmente immune al pregiudizio. In questo caso sono debole perché le mie esperienze negative si sono sommate a quelle di altri e si sono aggrappate nella mia mente. A volte la mia mente mi fa fare associazioni sbagliate. Ho bisogno di educare i miei pensieri e cerco di farlo costantemente. Per questo, la vostra testimonianza per me è preziosa, come preziose sono le vostre esperienze perché anche attraverso quelle realtà io posso riflettere, capire, conoscere, imparare, crescere e LIBERARMI. Grazie

Grazie Gio.
Grazie Angela.
Grazie Nanni.

Oggi, in modi diversi, mi avete regalato uno spunto per riflettere.

Patrizia Pisano 26 Novembre 2009

bambini rom