SIAMO L’UOMO DELLA FOLLA: HA FINALMENTE UN VOLTO
L’ESSERE INVISIBILI INSIEME
Tempo fa, il mio fraterno amico dell’Est, Demian Kniewald, ideatore del logo del nostro Movimento di Resistenza Culturale, mi fece un dono: «Fammi avere le foto dei fondatori degli “Invisibili” e dei primi associati» disse «e con tutti i loro visi creiamo la faccia dell’essere invisibile.» Lanciai l’iniziativa qui su Facebook, e alla sede del Movimento arrivarono i primi cento frammenti del puzzle. Poi, presi ciascuno dalle proprie beghe, ce ne dimenticammo. Giorni fa, timidamente, un passerottino invisibile mi ha sussurrato all’orecchio: «Che fine ha fatto l’uomo invisibile?» Demian era a Londra. Gli ho inviato il passerottino in Inghilterra. Tempo una settimana, l'uccellino che non dimentica è atterrato sul mio davanzale con questa immagine arrotolata nelle zampette: «Ogni promessa è un debito» ha cinguettato proverbiale. Ed eccola qua!
Per rispettare l’immaginario dell’ “uomo della folla”, il volto che traspare dai mille faccini, è maschile. Ma a comporlo, nella realtà, sono più le donne che gli uomini, basta impugnare una lente d’ingrandimento per rendersene conto.
Personalmente lo considero l’angelo custode degli Invisibili, che come tutti gli angeli, non ha sesso. Che ci porti fortuna.
Diego Cugia

| clicca sull'icona qui a fianco, per vedere l'originale del quadro e poterti riconoscere o trovare i volti di altri invisibili | ![]() |






