Movimento degli Invisibili

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Home Associazione Comunicazioni Ouuuuuu...Stupìdo invisibìle!"

Ouuuuuu...Stupìdo invisibìle!"

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Ouuuu…stamattina mi sento un perfetto “stupìdo”. Non conosco niente di più esaltante della stupidità. Quando sta per venire la primavera la mia pesante intelligenza invernale precipita come una pigna e nel mio cervello i passerotti si mangiano i pinoli. Al Congresso degli Invisibili ho finto, con estrema fatica, che la mia testa fosse ancora in cima all’albero. Ma già dal titolo della relazione si percepiva il miracolo primaverile della mia stupidità in fiore: “Discorso sul perché non farò un discorso”. Trentadue pagine. Già dalla ventunesima, qualcuno, in platea, ha sussurrato «Maledetto stupìdo.» In terza fila una signora tentava di suicidarsi con un ago di pino. Un professore universitario ha commentato «Sembra la tesi di laurea di Stanlio & Ollio». Per fortuna c’era chi, a fine febbraio, ha la stessa intelligenza d’inizio autunno e non gli crollano gli schemi mentali come i reggiseni di Dita Von Teese. È stato bello ascoltare, mentre gli ultimi rivoli d’intelligenza mi colavano come gocce di sudore, Michele Trungadi testimone oculare dei fatti di Rosarno. Che mi ha detto quel che i telegiornali non dicono. O Federica Trenti, scrittrice e agricoltrice, dotata di quella intelligenza sensibile e rara, concimata dalla femminilità, dalla quale ho appreso l’esistenza di “pere ubriache”, scarti non commestibili che la grande distribuzione oggi mette in vendita. E da Mario Zanazzi ho imparato che cosa significa costruire città “gentili”, lo sviluppo sostenibile applicato all’architettura. Ma quando l’amico Gabriele ha proclamato una “giornata del silenzio”, per protesta delle nostre orecchie sinistrate dalla trivialità dei principi di Sanremo e bisognose di musiche interiori, quel che restava della mia pigna o cervello, si è arresa alla stupidità che mi coglie in primavera. Così sono volato a Los Angeles da Stanlio & Ollio in persona che me l’hanno confermato:
«Ouuuuuuuu…Sei proprio un perfetto stupìdo invisibìle!»

Diego con Stanlio e Ollio